Ci sono notizie che non si vorrebbero dare mai. Il nostro direttore don Leonardo Zega è morto martedì sera a Milano a seguito di un infarto cardiaco. Aveva 81 anni, 68 dei quali trascorsi nella Società San Paolo. Si era sentito male in serata e a nulla è valso il pronto trasporto in ospedale. Era venuto a salutarci in redazione ieri in tarda mattinata. Appariva stanco. Ci ha raccontato che era appena stato alle pendici del monte Sinai. "C'erano 30 gradi", ha detto con un filo di voce, "passare da quel caldo al freddo intenso di Milano è uno shock. Ora devo curare questa brutta bronchite". Non l'abbiamo più rivisto. Per la redazione e tutta la San Paolo è una grande perdita. Ha lavorato fino all'ultimo momento, sempre con entusiasmo quasi giovanile. Nell'ultimo editoriale di Club3-Vivere in armonia (gennaio 2010) dal titolo “Siamo tutti responsabili” ha scritto: “Guardiamo al futuro con apprensione dopo che il primo decennio del 2000 si chiude con troppe speranze andate deluse. Ma il domani sarà anche quello che oggi noi vogliamo e costruiamo con le nostre mani”.
Don Zega era nato a Sant'Angelo di Pontano (Macerata) nel 1928, aveva compiuto
gli studi a Roma presso il seminario della Società San Paolo e
all'Università Gregoriana. Ordinato sacerdote nel 1954, ha sempre
lavorato nel settore editoriale, prima all'Ufficio edizioni centrali
della San Paolo, quindi nella redazione di Orizzonti e di Famiglia
Cristiana, dove è rimasto come direttore responsabile fino al 1998. Il settimanale paolino è stato la sua “parrocchia di carta”. La rubrica “Colloqui col Padre”, firmata semplicemente d. l., era il suo pulpito nel quale rispondere ai problemi dei lettori, legati inevitabilmente a temi attuali vivi e complessi, nuovi e difficili, che rimbalzano spesso ad arte sulle pagine dei quotidiani (con citazioni estrapolate e spesso manipolate ideologicamente) e che fanno discutere, provocando richiami dalle alte gerarchie e inevitabili sofferenze.
Intelluttuale di grande spessore, giornalista acuto, ha trascorso vari anni all'estero, soprattutto nelle Filippine. Dal 1967 viveva e lavorava a Milano, alla Periodici
San Paolo, di cui è stato anche amministratore delegato fino al 1995.
Negli ultimi anni Don Zega ha diretto Club3-Vivere in armonia, prima come direttore responsabile e poi come direttore. Ma il suo nome è legato soprattutto alla grande avventura del settimanale Famiglia Cristiana che, durante gli anni '80, sfiorava spesso il milione e mezzo di copie. La sua visione cattolica del giornalismo gli aveva procurato più di un conflitto con alcuni esponenti della gerarchia ecclesiastica. Insieme a un altro grande direttore, don Giuseppe Zilli, aveva trasformato Famiglia Cristiana in un settimanale moderno e aperto senza essere mai eretico o irriverente. Un compito non facile anche sul piano politico. Don Zega applicava infatti alla lettera l'alberoniano "parlare di tutto cristianamente". Aggiungiamo noi senza nascondere nulla, con schiettezza, a testa alta, come era nel suo carattere battagliero e caparbio.
Con la scomparsa di don Zega, la San Paolo perde una lucido intellettuale che è stato sempre impegnato sul fronte della diffusione del messaggio evangelico con i moderni e spesso tormentati strumenti della comunicazione sociale. La redazione si unisce nella preghiera ricordandolo con affetto. Un suo profilo completo si trova sul sito istituzionale della San Paolo.
I funerali si svolgeranno domani, 7 gennaio, alle ore 16.00, nella Parrocchia San Pietro in Sala, Piazza Wagner, Milano. La salmasarà poi traslata ad Alba dove, venerdì 8 gennaio, alle ore 10.30, nel Tempio San Paolo avrà luogo la liturgia esequialepresieduta dal vescovo monsignor Sebastiano Dho.