Don Giuseppe Soro
Nel primo pomeriggio di ieri, martedì 17 novembre 2009, nella comunità di Milano, si è spento don Giuseppe Aurelio Soro, 63 anni di età, 50 di vita paolina, 32 di sacerdozio. Pensando a Don Giuseppe Soro, la mente corre spontaneamente alla sua vita sacerdotale spesa interamente nella Periodici San Paolo: essa è stata, infatti, il luogo specifico del suo apostolato per oltre un trentennio; il “pulpito” da cui ha predicato con l’ansia tipicamente paolina del “raggiungere tutti ovunque”, profondendo le sue migliori energie nel giornalismo paolino. E qui – sulla breccia, si può dire – convalescente dopo un ricovero nella clinica Columbus per problemi cardiaci, quasi inaspettatamente il Signore lo ha chiamato al premio eterno. Proveniente da Sarule (Nuoro, Italia), dov’era nato il 18 marzo 1946, Giuseppe era entrato all’età di tredici anni nella Società San Paolo a Roma il 20 settembre 1959. Di carattere schietto e servizievole, portava dalla sua famiglia numerosa i tratti di una fede semplice e operosa; e dalla sua terra sarda lo spirito di intraprendenza e quel pizzico di testardaggine che, secondo il nostro Fondatore, è necessario per “compiere la volontà di Dio, sempre, nonostante qualsiasi difficoltà”. Nel vocazionario romano compì gli studi ginnasiali ed ebbe la prima formazione paolina. Fece il suo ingresso in noviziato ad Ostia-Lido (Roma) nell’agosto del 1965 ed emise la prima professione religiosa il 20 agosto 1967, assumendo nella circostanza il nome di Aurelio. Alba e Roma furono le case nelle quali trascorse successivamente gli anni della professione temporanea (1967-1976), impegnato nell’apostolato tipografico e, negli anni di teologia, nella redazione di Vita Pastorale. Fu il suo esordio nel giornalismo paolino, che segnerà tutta la sua vita. Si consacrò in perpetuo al Signore l’8 settembre 1976 a Roma e venne ordinato presbitero l’anno seguente, il 6 agosto 1977, a Sarule, suo paese natio, per l’imposizione delle mani del Vescovo di Nuoro, Mons. Giovanni Melis. La sua attività a Vita Pastorale, dapprima a Roma e poi ad Alba, proseguì per oltre vent’anni nella redazione e per altri quattro nella direzione (1975-1999). Contemporaneamente, grazie alle sue buone doti organizzative, svolse per più anni (1978-1986) la funzione di segretario dei Convegni Nazionali della Comunicazione Sociale, organizzati dalla rivista, e per un sessennio (1989-1996) fu superiore della comunità di Alba Periodici. Fu anche membro del Consiglio presbiterale e della Commissione centrale per il Sinodo della diocesi di Alba. – Si congedò dai lettori di Vita Pastorale nel dicembre del 1999 scrivendo: «Ho svolto con amore e passione il mio ministero sacerdotale e apostolico come Paolino nella “parrocchia di carta”, secondo il carisma e l’insegnamento di don Giacomo Alberione» e annunciando il suo futuro incarico a Famiglia Cristiana come vicedirettore, nella sede di Milano, mantenuto fino al gennaio del 2007, per passare poi alla direzione generale della Periodici San Paolo. Dal 1997 al 2001 era stato direttore di Gazzetta d’Alba. Assumendone la direzione nell’aprile del 1997, mentre manifestava la “preoccupazione di non illudere nessuno, unitamente alla speranza di non deludere”, situava la linea del settimanale nel solco alberioniano del “parlare di tutto cristianamente”: di tutto – spiegava – senza remore e sempre nell’ottica cristiana, con il massimo possibile di obiettività e onestà; un giornale che dia spazio a ciò che accade di grande e di piccolo nella realtà quotidiana, che dia voce sia a chi ricopre ruoli pubblici sia al modesto cittadino, che stimoli il dialogo e che dia il suo contributo per una società migliore. Sono parole che ben configurano la paolinità genuina e appassionata del caro Don Giuseppe, il carisma paolino pensato e vissuto con lodevole dedizione, attingendo luce e forza dal Maestro divino. Ora, che si è aggiunto alla Famiglia Paolina del cielo, confidiamo nella sua intercessione per le necessità della Congregazione, soprattutto per l’attività apostolica dei periodici paolini. Lo accompagniamo, con la preghiera fraterna del suffragio, affinché goda in Dio il sollievo dopo la fatica, la vita dopo la morte, il riposo eterno. I funerali si svolgeranno giovedì 19 novembre, alle ore 14.45, nella Chiesa Parrocchiale di S. Pietro in Sala, piazza Wagner, Milano. La salma sarà poi traslata a Sarule, suo paese natale. don Giuliano Saredi