Bocciato dalla ex moglie. Bocciato dalla Chiesa. Bocciato dalla Confindustria. Bocciato dal Fondo monetario internazionale. Bocciato dalla Bce. Tradito dai suoi. Bocciato dal mercato finanziario. Forse dimentico qualcuno, ma credo che sia sufficiente. Non era capitato a nessun presidente del Consiglio dell'era repubblicana, nemmeno a Craxi. Si chiude così il sipario su un uomo che verrà ricordato più per la sua abilità a raccontare barzellette e per il Bunga Bunga che per essere stato un uomo politico e addirittura il fondatore della Fininvest. Ma il dopo Silvio non sarà comunque facile. E' come un dopoguerra. C'è da ricostruire. Solo che nel 1945 c'era Alcide De Gasperi. Oggi abbiamo Mario Monti. Per carità, un uomo al di sopra di ogni sospetto, apprezzato da tutti. Ma stiamo entrando in una fase in cui c'è una sospensione della democrazia e della sovranità nazionale. Siamo costretti a essere governati da finanzieri e banchieri, con l'obiettivo di rimettere in sesto i conti dello Stato, a costo di enormi sacrifici. Siamo già tutti più poveri e meno liberi. Eppure, meno male che Silvio non c'è...
Postato il 11 novembre 2011 alle ore 13.00 in attualità
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