venerdì 18 maggio 2012
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Il risveglio dei vescovi

Finalmente i vescovi escono allo scoperto. Il cardinale Bagnasco, come si può leggere nel testo integrale qui sotto, non ha usato mezzi termini. Davanti a «racconti che, se comprovati, a livelli diversi rilevano stili di vita difficilmente compatibili con la dignità delle persone e il decoro delle istituzioni e della vita pubblica», il cardinale Angelo Bagnasco punta il dito contro «i comportamenti non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui» oggetto in queste settimane di inchieste giudiziarie e di molti articoli di giornali.

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La domanda ora è che cosa faranno i cattolici come l'onorevole Lupi? Continueranno a scindere vita pubblica e vita privata? Continueranno nella folle idea che i vizi sono privati e le virtù pubbliche, ammesso che il vecchio malato di sesso abbia mostrato qualche pubblica virtù? Se i cattolici del Pdl non vogliono perdere la faccia e la possibilità di ripresentarsi al giudizio degli elettori devono uscire dalla maggioranza. Ma l'onorevole Lupi non ascolta i vescovi. Ha già detto che il cardinal Bagnasco si riferiva a tutta la classe politica. Ci vuole del pelo sullo stomaco per mentire in modo così spudorato.

Postato il 27 settembre 2011 alle ore 20.30 in attualità | Commenti (0) |

La pace in una sinagoga

Dopo la storica visita del Pontefice nella sinagoga di Roma, il prossimo futuro dirà se Benedetto XVI è riuscito a mitigare le incomprensioni del presente (dal perdono ai tradizionalistianti-conciliari seguaci di Marcel Lefebvre alla beatificazione di Pio XII) e a rasserenare il clima del dialogo. Di sicuro papa Ratzinger è tornato a pronunciare parole di inequivocabile condanna sulla Shoah, un «dramma sconvolgente», «il vertice di un cammino d'odio», ed ha auspicato, in uno dei passaggi più applauditi e apprezzati del suo discorso nel Tempio maggiore di Roma, che le «piaghe dell'antisemitismo siano sanate per sempre».

Parole forti pronunciate con delicatezza da un Papa tedesco che conserva in prima persona la memoria delle nefandezze del nazifascimo. Ma l'incontro nella sinagoga ha un significato che va al di là del riconoscimento dell'antisemitismo che ha serpeggiato e forse serpeggia ancora oggi tra i cattolici. Il rabbino capo Di Segni è andato oltre, guardando al futuro più che al passato. Ha evocato la responsabilità delle tre religioni abramitiche nel rispetto del Creato da preservare per le future generazioni, nel segno della pace e dell'unità di intenti, pur nel rispetto delle reciproche differenze.

Postato il 18 gennaio 2010 alle ore 09.52 in attualità | Commenti (0) |