Chiunque riveli notizie su atti del processo coperti da segreto rischia il carcere da 1 a 6 anni. Stessa condanna per il giornalista. È quanto prevede la norma del disegno di legge intercettazioni approvata dalla commissione Giustizia del Senato che ha dato il via libera a una serie di punti caldi del testo. Previsto il carcere da 6 mesi a tre anni per chi pubblica intercettazioni di cui sia stata ordinata ladistruzione. Ok al cosiddetto emendamento D'Addario: stop alle registazioni senza consenso. Finalmente il Governo ha ottenuto la sua vendetta: non sapremo più nulla di casi simili a quello di Scajola o di altre nefandezze che, anche quando non costituiscono reato, toccano il decoro di ogni persona, figuriamoci se poi il protagonista è un uomo di Governo. Da questo momento il nostro cessa di essere un Paese veramente libero per scivolare in fondo alla classifica di quelle nazioni che vantano con noi il primato di essere tra le più corrotte del pianeta. E forse non è un caso che ci sia questa consonanza negativa tra la limitazione della libertà di stampa e la corruzione di una classe dirigente e politica da operetta.
Postato il 19 maggio 2010 alle ore 12.15 in attualità | Commenti (0) |
La vicenda del governatore del Lazio indigna e rattrista. Dopo mesi di scandali sessuali veri e presunti, eccone uno che tocca il Centrosinistra. A prescindere dall'appartenenza a questo o quel campo, rimane un senso di smarrimento di fronte a persone con responsabilità istituzionali altissime che si comportano in modo inqualificabile per non parlare dell'ignobile ricatto dei quattro carabinieri. C'è un filmato che parte dalla camera da letto. Si vede un uomo che indossa soltanto una camicia, accanto ha un transessuale seminudo. «Favorite i documenti», intima una voce fuori campo. L’uomo sgrana gli occhi. «Non mi rovinate, non mi fate del male» risponde. Poi va verso un tavolino. Poco dopo vengono inquadrate alcune strisce di cocaina e una piccola cannula per aspirarla... Questa la scena. Il Governatore ammette di aver pagato, cedendo al ricatto dei quattro carabinieri. E ancora, il magistrato scrive: «Marrazzo aggiunge che una volta recuperato il proprio portafogli, mancava la somma di 2.000 euro che vi custodiva. Inoltre Natalie (il transessuale, ndr.) appariva contrariata, come se i due si erano impadroniti anche di una somma di ulteriori 3.000 euro (il prezzo della prestazione, ndr.) che era stata lasciata su un tavolino. Sempre secondo tali dichiarazioni, nella stanza era presente anche polvere bianca che il teste (Marrazzo, ndr.) identifica come cocaina, pur non avendone fatto uso. Riferisce poi che non fu lui a collocare il suo tesserino nella posizione che si vede nel video e deve pertanto ritenersi che il documento fu asportato dai militari, collocato accanto alla polvere e intenzionalmente filmato». Lascio a voi ogni commento...
Postato il 24 ottobre 2009 alle ore 13.00 in attualità | Commenti (2) |
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