«L'Usigrai non firmerà transazioni relative alla questione Santoro. A chi e perché conviene pagare di più per meno prestazioni?». È quanto si chiede giustamente il segretario del sindacato dei giornalisti Rai, Carlo Verna. «L'accordo raggiunto va illustrato nei dettagli - sostiene Verna in una nota - la vicenda esige la massima trasparenza nel rispetto degli utenti i cui diritti sono in gioco e dei lavoratori della Rai. Un incentivo all'esodo accompagnato da un accordo commerciale è cosa piuttosto singolare, da spiegare bene. C'è stanchezza per il pressing censorio, che ha avuto punte clamorose negli ultimi mesi? C'è un interesse di Santoro a essere pagato meglio? Le due cose si saldano a danno della collettività? È questa l'occasione giusta per chiedere anche di conoscere tutti i dettagli dell'intesa, pure chiacchierata, dei mesi scorsi con Bruno Vespa e di quella delle ultime settimane con Giovanni Minoli». Santoro, capopopolo per mestiere (e soldi), te ne vai lasciando l'amaro in bocca agli ignari "utenti" che pagano il canone malgrado tutto. Ora stattene buono. Anche un capopopolo, a ancor di più se pagato profumatamente, può concedersi il lusso di scivolare nel limbo della pensione. Gli utenti te ne saranno grati.
Postato il 20 maggio 2010 alle ore 15.15 in attualità | Commenti (0) |
Chiunque riveli notizie su atti del processo coperti da segreto rischia il carcere da 1 a 6 anni. Stessa condanna per il giornalista. È quanto prevede la norma del disegno di legge intercettazioni approvata dalla commissione Giustizia del Senato che ha dato il via libera a una serie di punti caldi del testo. Previsto il carcere da 6 mesi a tre anni per chi pubblica intercettazioni di cui sia stata ordinata ladistruzione. Ok al cosiddetto emendamento D'Addario: stop alle registazioni senza consenso. Finalmente il Governo ha ottenuto la sua vendetta: non sapremo più nulla di casi simili a quello di Scajola o di altre nefandezze che, anche quando non costituiscono reato, toccano il decoro di ogni persona, figuriamoci se poi il protagonista è un uomo di Governo. Da questo momento il nostro cessa di essere un Paese veramente libero per scivolare in fondo alla classifica di quelle nazioni che vantano con noi il primato di essere tra le più corrotte del pianeta. E forse non è un caso che ci sia questa consonanza negativa tra la limitazione della libertà di stampa e la corruzione di una classe dirigente e politica da operetta.
Postato il 19 maggio 2010 alle ore 12.15 in attualità | Commenti (0) |
Sono direttore responsabile di questo sito e del mensile Club3-Vivere in armonia nonché vicecaporedattore di Famiglia Cristiana. Altre informazioni su www.giuseppealtamore.it.