Quasi alla chetichella, un po’ per volta, spariscono i vantaggi acquisiti: dimagrisce la pensione e si lascia il lavoro sempre più tardi. In pochi anni siamo passati dal più vantaggioso sistema a ripartizione di tipo retributivo a uno di tipo contributivo. Dal 2011, il primo assegno previdenziale lo vedremo con almeno un anno di ritardo. E non finisce qui. Dal 1° gennaio 2015 aumenta per tutti il requisito anagrafico previsto per l'accesso alle pensioni. Verrà applicato, per la prima volta, il meccanismo che aggancia i requisiti di età per il diritto alle prestazioni previdenziali agli incrementi della speranza di vita rilevate dall'Istat. Se già adesso si accede alla pensione di vecchiaia a 66 anni, dato che bisogna attendere un anno per avere il primo assegno, dopo il 2015 forse andremo a riposo a 70 anni.
Postato il 05 gennaio 2011 alle ore 17.55 in attualità | Commenti (1) |
E' una delle più fiorenti industrie del Sud: la truffa ai danni dello Stato. Il comparto che "tiene" meglio, è quello dei falsi invalidi: migliaia di braccianti di carta che spillano quattrini all'Inps e li sottraggono a chi ne ha veramente bisogno. L'ultimo colpo è stato sventato ieri. Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Salerno ha scoperto una truffa ai danni dell'Inps da 1 milione e 600 mila euro messa in atto da imprenditori agricoli attraverso un vasto giro di falso bracciantato. Gli uomini delle Fiamme Gialle hanno eseguito provvedimenti di sequestro preventivo emessi dal Gip di Salerno su richiesta della Procura a carico di imprenditori agricoli nel Salernitano per truffa. L'attivita' si inserisce in una vasta indagine contro il fenomeno del falso bracciantato nella provincia di Salerno. Al momento sono coinvolti oltre a 700 falsi braccianti nonchè gli imprenditori e i professionisti organizzatori della truffa. I provvedimenti rappresentano la fase finale della prima tranche di indagine nel corso della quale, fino ad oggi sono stati emessi decreti di sequestro preventivo per un importo complessivo di 1.603.690 euro pari alle indennita' illecitamente percepite dai finti lavoratori agricoli. Somme sequestrate mediante il blocco di denaro depositato su conti correnti e il sequestro di un immobile.
La truffa veniva realizzata dichiarando falsamente all'Inps, con le ''denunce aziendali'' delle imprese agricole la coltivazione di terreni in realtà in uso a terzi o ad altre aziende agricole, con la conseguente falsa assunzione di manodopera. I lavoratori coinvolti, tutti in corso di identificazione, non hanno mai esercitato in realtà l'attività per cui erano stati assunti, pur risultando dalle scritture contabili che essi avevano esercitato un numero di giornate lavorative minimo per accedere alla disoccupazione agricola, alle indennità di malattia e maternità previste dalla legge.
Dalle indagini è emerso che esisteva un vero e proprio tariffario per diventare falso bracciante, con importi che variavano da mille a 3.500 euro a seconda che si trattasse di cittadini italiani o extracomunitari. Gli imprenditori delle aziende coinvolte hanno tra l'altro sistematicamente omesso di versare i contributi previdenziali dei lavoratori, determinando così un doppio danno all'erario. Sono in corso ulteriori indagini per ricostruire il ruolo assunto nella vicenda dalla criminalita' organizzata.
Postato il 16 ottobre 2010 alle ore 17.13 in attualità | Commenti (1) |
Sono direttore responsabile di questo sito e del mensile Club3-Vivere in armonia nonché vicecaporedattore di Famiglia Cristiana. Altre informazioni su www.giuseppealtamore.it.