Se Mediaset si interessasse alla carta stampata sulla scorta della norma sugli incroci tra Tv e stampa contenuta nel decreto Milleproroghe «sarebbe un ulteriore gravissimo passo della nostra economia e del nostro sistema di vita». Lo ha detto Cesare Romiti in una recentissima intervista televisiva. Sembrano le parole di un esponente politico della Sinistra. Se il Milleproroghe avesse davvero aperto questa possibilità ci troveremmo di fronte all'atto finale di un processo iniziato molti anni fa con l'ingresso dell'"unto del Signore" nell'arena della comunicazione e successivamente con il suo impegno in politica. La storia non si ripete mai uguale a se stessa ma le sue lezioni spesso non vengono ascoltate. E' eccessivo pensare che ci stiamo avviando verso una dittatura mediatica che sfrutta le debolezze della democrazia per imporre un modello sociale e politico basato sulla contrapposizione perenne, la demonizzazione dell'avversario e l'esclusione del diverso? La distruzione dei pilastri della Repubblica come la magistratura è il suo assogettamento al potere politico è uno dei tasselli principali del golpe operato all'ombra di una realtà costruita da Bugiardo, che sa sfruttare abilmente i meccanismi della comunicazione.
Postato il 27 febbraio 2011 alle ore 17.00 in attualità | Commenti (0) |
Chiunque riveli notizie su atti del processo coperti da segreto rischia il carcere da 1 a 6 anni. Stessa condanna per il giornalista. È quanto prevede la norma del disegno di legge intercettazioni approvata dalla commissione Giustizia del Senato che ha dato il via libera a una serie di punti caldi del testo. Previsto il carcere da 6 mesi a tre anni per chi pubblica intercettazioni di cui sia stata ordinata ladistruzione. Ok al cosiddetto emendamento D'Addario: stop alle registazioni senza consenso. Finalmente il Governo ha ottenuto la sua vendetta: non sapremo più nulla di casi simili a quello di Scajola o di altre nefandezze che, anche quando non costituiscono reato, toccano il decoro di ogni persona, figuriamoci se poi il protagonista è un uomo di Governo. Da questo momento il nostro cessa di essere un Paese veramente libero per scivolare in fondo alla classifica di quelle nazioni che vantano con noi il primato di essere tra le più corrotte del pianeta. E forse non è un caso che ci sia questa consonanza negativa tra la limitazione della libertà di stampa e la corruzione di una classe dirigente e politica da operetta.
Postato il 19 maggio 2010 alle ore 12.15 in attualità | Commenti (0) |
Sono direttore responsabile di questo sito e del mensile Club3-Vivere in armonia nonché vicecaporedattore di Famiglia Cristiana. Altre informazioni su www.giuseppealtamore.it.