venerdì 18 maggio 2012
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E Silvio vince ancora

L'onorevole Milanese salvato dalla sua maggioranza con soli sette voti di scarto. Il Pdl esulta. «Dobbiamo votare compatti, respingere l'attacco della magistratura, restare uniti contro lo stato di polizia». Silvio Berlusconi invita i ministri alla coesione. Sembra di essere in uno stato di polizia giudiziaria, è il momento di respingere gli attacchi, afferma il premier riferendosi anche al voto sul "caso Milanese".

Il Cavaliere durante il Consiglio dei ministri ha ripetuto di essere vittima di una persecuzione giudiziaria e di voler procedere spedito con la riforma sulle intercettazioni. L'uomo al di sopra della legge, fa prevalere il suo personale interesse muovendo un Parlamento composto da inquisiti e nominati, ex modelle, avvocati personali e Scilipoti di varia origine.

Continua lo scempio delle coscienze e il saccheggio dell'Italia a opera degli speculatori che attendono come avvoltoi che il morbo del berlusconismo consumi il Belpaese.


Postato il 22 settembre 2011 alle ore 12.30 in attualità | Commenti (0) |

Rating e cattivi giornalisti

I cristiani attendono dai vertici della Chiesa parole chiare sui comportamenti del premier. Il silenzio, che ci auguriamo possa essere solo temporaneo, sta diventanto imbarazzante e pericoloso. Pur con tutte le cautele del caso e con il dovuto linguaggio evangelico, chi si occupa delle nostre anime ha il dovere di parlare per non accrescere quel senso di lontananza dalla politica intesa come ricerca del bene comune.

E' un silenzio che, se dovesse perdurare, stende un velo di tristezza e arriva a minacciare la speranza in un mondo migliore. Come si fa a non indicare una via di uscita di fronte a quello che veniamo a sapere e che rivela una visione della vita lontanissina dal messaggio cristiano?

Se il rating ha tolto un voto all'Italia è colpa dei cattivi giornalisti! L'affermazione del vecchio malato di sesso è l'ennesima prova del continuo rovesciamento programmato di ogni morale. Un'abilità che è comune ai criminali e ai mafiosi che hanno perfino gli altarini in casa. 

Ora, di fronte allo scenario che abbiamo di fronte, il silenzio rischia di essere interpretato in tanti modi. Quel velo di tristezza che scende sui nostri volti è un danno più profondo della crisi economica.

Postato il 21 settembre 2011 alle ore 12.00 in attualità | Commenti (0) |