A costo di apparire monotematico e maniacale, sento il dovere di fare alcune precisazioni a proposito delle deroghe scadute relative all'acqua potabile con l'arsenico. Subito si sono scatenati contro gli acquedotti le stesse persone, le medesime organizzazioni che elogiano sempre e comunque la bontà dell'acqua di rubinetto in contrapposizione alla vituperata acqua minerale venduta dalle odiate multinazionali. Poi gli stessi agitatori del web scoprono il problema dell'arsenico e, manco a dirlo, se la prendono con le multinazionali che hanno messo le mani sui nostri acquedotti. Possiamo, per favore, ragionare un po' più razionalmente e meno istintivamente? Proviamoci. Il problema delle deroghe, concesse ai Comuni prima e ora alle Spa che gestiscono gli impianti, esiste da molti anni. Laddove non è possibile, per varie ragioni ache naturali, rientrare nei severi parametri di legge, il ministero della Salute può autorizzare una deroga temporanea: tre anni più tre anni. Oltre questo limite, un'ulteriore autorizzazione può essere rilasciata solo dalla Commissione europea. In questi anni non si è fatto molto per rientrare nei parametri e ora è scoppiata la grana. L'arsenico, in alcune zone del Paese, può essere superiore ai 10 microgrammi per litro e comunque entro il limite di 50 microgrammi per litro. Soglia che era prevista prima del 2003 anche per le acque minerali. E' pericoloso bere acqua con arsenico oltre il limite di 10? Il rischio è remoto: occorre bere due litri al giorno per tutta la vita per avere un rischio concreto (non la certezza) di ammalarsi di un particolare tipo di tumore. Che cosa sono i microgrammi? Parti per milione...
Postato il 27 novembre 2010 alle ore 12.08 in attualità | Commenti (0) |
L'Italia è il primo Paese nell'Unione europea ''per numero di allerta, di notifiche su prodotti alimentari non conformi alle regole di sicurezza''. A spiegarlo è Silvio Borrello, direttore generale della Sicurezza degli alimenti e della nutrizione del ministero delle Salute, nel corso del convegno "Globalizzazione e malattie croniche" presso l'Istituto superiore di sanità. Il livello dei controlli è molto alto, anche perché, ci rassicura Borrello, il nostro Paese importa dall'estero circa ''il 70% del suo fabbisogno di pesce e lo stesso avviene per i cereali''. Per quel che riguarda i prodotti vegetali, i primi tre Paesi per numero di problemi o irregolarità riscontrate dall'Italia ''sono Cina, Turchia e Stati Uniti per la presenza di micotossine'' (funghi tossici microscopici. I consumatori devono infine essere educati al ''consumo di alimenti etnici, scelti da 1 italiano su 3. Se si mangia del pesce crudo - conclude Borrello - dobbiamo pensare che può essere il veicolo di alcune malattie, magari per la presenza di alcuni parassiti o batteri se non vi è una corretta conservazione degli alimenti''.
Postato il 09 aprile 2010 alle ore 14.58 in attualità | Commenti (0) |
Sono direttore responsabile di questo sito e del mensile Club3-Vivere in armonia nonché vicecaporedattore di Famiglia Cristiana. Altre informazioni su www.giuseppealtamore.it.