«Una proposta audace, fatta in maniera rispettosa anche a coloro che credono diversamente'', ma anche ''un messaggio forte alla società e a un mondo culturale che appaiono oppressi da tante altre preoccupazioni e tanti altri bisogni». Così il cardinale Camillo Ruini, presidente del Comitato Cei per il progetto culturale, ha definito l'evento internazionale ''Gesù nostro contemporaneo'', che si svolgerà a Roma da oggi all'11 febbraio presso l’ Auditorium Conciliazione e la Sala Coro, in via della Conciliazione 4.
«Dire che Gesù è nostro contemporaneo - ha spiegato il cardinale Ruini - non significa semplicemente rivendicarne l'attualità, ma dire molto di più, e cioeè che Gesù è nostro contemporaneo proprio nella sua vicenda storica unica e irripetibile; non, quindi, semplicemente nel ricordo, o nel tentativo di modellare la nostra vita sulla sua, ma nella sua realtà. Questa e' la posizione della fede, ed e' su questo che vogliamo misurarci».
L'obiettivo è quello di ''riproporre tutto ciò su un piano culturale, che mostri che la fede non sia un salto nel vuoto: certo, c'è una componente di scelta libera, ma la fede e' una scelta plausibile e ragionevole».
Due le scelte di fondo del convegno: puntare sulla ''figura storica'' di Gesù, che ''ha acquistato spessore e completezza'', come dimostra ''la svolta nella ricerca storica su Gesu''' che si eè registrata negli ultimi dieci anni, ed evidenziare ''l'attualità di Gesù, che emerge da una storia efficiente, che ha effetti e tuttora agisce, che da Lui e' arrivata fino a noi, nella paradossale forma della Croce e della Resurrezione''.
Durante il convegno verrà data molta attenzione agli ''altri punti di vista'' su Gesù, con la presenza di relatori non cattolici, ebraici, musulmani e ''voci laiche''.
Il percorso offerto si snoda nei termini della cultura attuale, quindi con rigore critico e confrontandosi in maniera intellettualmente onesta con coloro che hanno di Gesù opinioni molto diverse. Proprio questo confronto, condotto non solo sul piano delle argomentazioni, ma su tutto l’arco dell’esperienza umana, costituirà il 'sale' dell’evento.