Albert Einstein: dormiva anche 11 ore a notte
Dormiglioni di tutto il mondo, da oggi la scienza giustifica le vostre ore passate nel letto. Per tutti quelli che la domenica non si svegliano neanche se la mamma utilizza l’aspirapolvere e il frullatore e la lavatrice contemporaneamente, adesso ci sono le “attenuanti genetiche”. Ovvero, quelle che arrivano dalle ricerche scientifiche. Il segreto del sonno prolungato, infatti, si annida nei cromosomi, come hanno scoperto gli studiosi dell’Università scozzese di Edimburgo e della Ludwig Maximilians University di Monaco di Baviera, in uno studio pubblicato sulla “Molecular Psychiatry”.
I dati della ricerca
A supportare il team di scienzati, un campione notevole di “cavie”: oltre 10.000 europei (compresi gli italiani). Risultato? Un cittadino europeo su 5 è un ghiro geneticamente. Ovvero, presenta una particolare variante del gene ABCC9, che determina una maggiore necessità fisiologica di riposo. Il che, tradotto, vuol dire, che queste persone hanno bisogno di una mezz’ora di sonno in più per avere lo stesso livello di attenzione di un’altra non geneticamente predisposta.
Illustri personaggi
Secondo la ricerca, però, ci sono anche 4.000 persone che, possedendo una doppia coppia del gene ABCC9, avevano l’effetto opposto: ovvero, potevano sentirsi riposati con sole 4 ore di sonno. Non sono casi isolati: pensate che Napoleone, Winston Churchill e Margaret Tatcher, grandissimi personaggi della storia moderna, dormivano meno di 5 ore a notte. Chi, invece, amava abbandonarsi tra le braccia di Morfeo, è un certo Albert Einstein, che dormiva anche 11 ore.