Domani, 4 febbraio, si terrà il secondo Joint Meeting di epatologia organizzato dall’ospedale Sant'Anna di San Fermo della Battaglia e dall’ospedale Valduce di Como. L’incontro, “Colestasi, epatopatie autoimmuni e non solo…” è stato organizzato da Giorgio Bellati, direttore dell’Unità Operativa di Medicina Generale del Sant’Anna, e Giancarlo Spinzi, direttore dell’Unità Operativa di Gastroenterologia del Valduce.
IL CONVEGNO - «Lo scopo di questo convegno - spiegano Bellati e Spinzi - è quello di fornire agli epatologi, ai gastroenterologi, agli infettivologi e ai medici di medicina generale le più recenti acquisizioni relative alle malattie del fegato da un punto di vista fisiopatologico, clinico e terapeutico. Punto fisso di questo e degli incontri dei prossimi anni sarà costituito da relazioni riguardanti la terapia delle epatiti croniche B e C».
EPATITI AUTOIMMUNI - Gli esperti, di rilievo nazionale e internazionale, ospiti del convegno comasco tratteranno il tema delle epatiti di tipo autoimmune, cioè quelle forme dovute a un’aggressione subita dalle cellule epatiche da parte del sistema immunitario dell'individuo colpito dalla malattia. «Queste epatiti – specificano Bellati e Spinzi – comportano una sofferenza epatica acuta o cronica e sono precedute da un’insorgenza assolutamente asintomatica. Si tratta di una patologia che colpisce le donne dai 50 anni per il 60-70% dei casi in su ed è diagnosticabile tenendo sotto controllo il valore delle transaminasi, un esame di routine e valida “spia” per capire se sia necessario fare ulteriori accertamenti. Nella forma più grave, cioè la cirrosi, questa tipologia di epatite può rendere necessario anche il trapianto di fegato».
COLESTASI – Altro tema del simposio è la colestasi, un’alterata secrezione di sali biliari nella bile. «Anche in questo caso è necessaria una diagnosi precoce – proseguono Bellati e Spinzi – per stabilire il miglior trattamento medico, endoscopico interventistico, chirurgico o trapiantologico. Una relazione del convegno verterà anche sulla colestasi gravidica, che si manifesta nel II/III trimestre di gravidanza con prurito a volte incoercibile causato dalla ritenzione di sali biliari. Questo sintomo scompare quasi sempre con il parto. E’ una patologia benigna che però compromette molto la qualità di vita della donna e richiede, a volte, di anticipare il termine della gravidanza».