Da un lato la prudenza, dall'altra la solidarietà. I prossimi mesi saranno molto difficili per la donazione del sangue, con la domanda che cresce e la disponibilità a rischio a causa dei virus. Le prime restrizioni sono dovute alla cosiddetta febbre del Nilo: chiunque abbia soggiornato per almeno 24 ore in sette città italiane segnalate dal Centro nazionale sangue (Mantova, Ferrara, Rovigo, Modena, Bologna, Reggio Emilia e Venezia) dovrà sospendere le donazioni. Crescono infatti i casi di contagio del virus West Nile trasmesso all'uomo e ai cavalli da zanzare e zanzare tigre. La febbre del Nilo può causare la meningite e, dopo la prima vittima a metà settembre a Rovigo, ieri è stato individuato un nuovo caso. Per prevenire inconsapevoli trasfusioni infette sono stati bloccati i prelievi dei donatori a rischio nei centri di raccolta sangue (si veda l'allegato in fondo alla pagina), mentre apposite analisi vengono effettuate sulla donazione di cellule staminali da sangue midollari, come prescritto dal ministero.
Tavolo dei lavori aperto, invece, per l'influenza A/H1N1: "Tra qualche giorno - spiegano dal Centro nazionale sangue - l'unità di crisi del ministero pubblicherà un'apposita documentazione su regole e restrizioni, intanto da inizio novembre partirà la nostra campagna di allerta e sensibilizzazione". Il rischio, infatti, è di avere mesi con poche riserve di sangue: "Stiamo preparando un piano di risposta per rendere consapevoli i donatori della necessità di prestare attenzione al proprio stato di salute - sottolineano dal Centro nazionale sangue - ma, allo stesso tempo, della possibilità di ridurre i tempi tra una donazione e l'altra per poter far fronte alle emergenze".
Si deve comunque ricordare che, con l’ordinanza dello scorso 10 settembre sulla profilassi vaccinale dell’influenza pandemica, tra le categorie di persone a cui è diretta l’offerta della vaccinazione viene data la priorità ai donatori di sangue periodici insieme alle persone ritenute essenziali per il mantenimento della continuità assistenziale e lavorativa. Il Centro nazionale sangue insieme alle associazioni di volontariato ha pianificato anche una campagna di comunicazione rivolta ai donatori di sangue periodici (chi dona abitualmente più di due volte l’anno), per sensibilizzarli alla necessità di vaccinarsi contro il virus, fornendo loro anche le indicazioni per cogliere questa opportunità.