Il vaccino contro l’influenza A è arrivato in tutte le regioni italiane. Oltre 2,5 milioni di dosi sono state consegnate e serviranno per vaccinare prima di tutto i soggetti a rischio: persone con malattie croniche (diabete, malattie cardiovascolari, malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio e altre condizioni che limitano la funzione respiratoria, per esempio l'obesità grave); donne dal 4° mese di gravidanza; persone di età compresa tra 6 mesi e 17 anni con patologie, nonché i bambini tra 6 e 24 mesi nati pretermine; donatori di sangue. Per vaccinarsi, a seconda della regione di residenza, si può andare dai medici curanti o nelle Asl. La vaccinazione è molto importante anche per coloro che nei mesi invernali hanno in programma, per vacanza o lavoro, un viaggio in paesi tropicali. Un gesto fondamentale, da sommare anche a tutte le vaccinazioni e profilassi - spesso sottovalutate - contro le varie forme di epatite, la malaria, la diarrea del viaggiatore: malattie virali o disturbi che possono compromettere la vacanza o il lavoro e mettere in alcuni casi a rischio la vita. Soprattutto e' importante fare questa prevenzione ora, dal momento che manca ancora oltre un mese al Natale, il periodo con il maggior numero di partenze.
Il viceministro per la Salute Ferruccio Fazio ha inoltre annunciato che i bambini sotto i dieci anni di eta' dovranno fare due dosi di vaccino contro l'influenza A, contrariamente alle altre fasce di eta' per le quali e' prevista una sola dose. Nonostante tutte le rassicurazioni dei medici e dello stesso ministro, i medici d’urgenza lanciano l’allarme per i pronto soccorso sempre più sovraffollati ed a “rischio tilt“. L'appello a recarsi al pronto soccorso “solo in caso di vera necessità“ arriva anche dalla Federazione italiana medici emergenza-urgenza e delle catastrofi (Fimeuc), che lancia l’allarme per il “sovraffollamento“ delle strutture d’emergenza: sovraffollamento “pericoloso per gli altri malati e non utile“. In tale situazione, infatti, “si rischia di ritardare l’assistenza a pazienti che ne hanno invece realmente bisogno - ha spiegato Cinzia Barletta, presidente Fimeuc - e negli ultimi giorni in molti pronto soccorso si è assistito ad un incremento di pazienti che dopo lunghe attese si allontanano senza aver ricevuto le prestazioni attese“.
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