venerdì 18 maggio 2012
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Pubblicato il 09/10/2009

Nuova ordinanza per l'influenza A

A rischio soprattutto i bambini, ma il vaccino non è la prima scelta

È stata pubblicata ieri in Gazzetta Ufficiale la nuova ordinanza sull'influenza A. Maggiore attenzione è richiesta per i giovani sotto i 20 anni e, in particolare, per i bambini con meno di due anni. Il Ministero della Salute ha disposto nuove categorie di soggetti che dovranno essere vaccinati (i bimbi frequentanti i nidi, ad esempio) e afferma che "il controllo dell'infezione nei  bambini  e  negli  adolescenti  risulta strategico per decapitare  il picco dell'epidemia". Sono i dati dell'Organizzazione mondiale della sanità a suggerire queste misure: secondo quanto è stato osservato negli Stati Uniti, in Australia e Oceania, l'infezione colpisce maggiormente i bambini e i giovani. Il 75% degli affetti, infatti, ha meno di 20 anni, il 10% meno di 2 e solo il 10% più di  40  anni. I  casi al di sopra dei 65 anni sono rari.

Tranne che per le categorie a rischio, come i malati cronici, l'influenza A agisce diversamente dall'influenza stagionale: sono i giovani, più che gli anziani, a essere a rischio. Gli  strumenti  a  disposizione  per  controllare l'epidemia sono sempre gli stessi: igiene e vaccino. Ma l’ordinanza sottolinea come il vaccino non è totalmente sicuro: "La decisione sull'utilizzo del vaccino – si legge - deve tenere conto del  fatto  che i dati di efficacia e sicurezza, ad oggi disponibili, sono  per  lo  più  relativi  ad  un vaccino preparato con identiche modalità di produzione, ma utilizzando antigeni di un ceppo di virus influenzale  (H5N1),  diverso  da  quello  responsabile  dell'attuale pandemia  (H1N1).  Il  vaccino  di  cui  attualmente  si  ipotizza la prossima disponibilità è adiuvato con MF59. Per questo vaccino sono ancora in corso studi sui profili di sicurezza, anche se l'adiuvante è già noto, utilizzato per altri vaccini e ritenuto ragionevolmente sicuro anche in bambini e giovani adulti".

L'igiene resta quindi l'arma di prevenzione più efficace: proprio per questo il Comune di Milano ha dato il via al progetto "Mani pulite e sane". Da una recente indagine Ipsos, risulta che due persone su tre non si lavano le mani dopo aver utilizzato i bagni pubblici e, per evidenziare la gravità del problema, l’Unicef ha istituito il 15 ottobre giornata mondiale dedicata alla pulizia delle mani. Entro il 16 ottobre, negli uffici comunali a maggiore affluenza di pubblico, saranno installati 60 erogatori di detergente a secco per le mani, mentre a novembre e dicembre sono previste iniziative in alcune scuole della città per informare e insegnare agli studenti l’importanza di un’adeguata igiene delle mani. Saranno attivati anche punti informativi in luoghi di lavoro e sarà avviato un sondaggio sulle abitudini dei milanesi.

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