Dubbi e preoccupazioni sul possibile sviluppo dell'influenza A sono state espresse ieri dal viceministro per la Salute Ferruccio Fazio. "La pandemia non è aggressiva - ha dichiarato - ma va sradicata entro il 2010 per evitare che il virus diventi più cattivo". Il pericolo più grave è una possibile combinazione con l'aviaria, che porterebbe la mortalità al 30-40%. Vivere in armonia ha consultato Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università degli Studi di Milano (nella foto).
Esiste veramente una possibilità di mutazione del virus?
È un rischio teorico, effettivamente possibile: da tempo non se ne parla più, ma il virus H5N1, ovvero l'aviaria, è ormai una pandemia animale molto presente in tutti i Paesi. Come è già successo lo scorso aprile in Messico, quindi, potrebbe esserci un incontro tra questo virus e l'influenza A, soprattutto in ospiti permissivi quali i maiali.
In questo caso come si comporterebbe il virus dell'influenza A?
Diventerebbe più cattivo, aumenterebbe infatti la virulenza e quindi la sua diffusione. Per evitare questo rischio si può soltanto cercare di aumentare la possibilità di contagio, seguendo le regole di "Topo Gigio" ed in particolare evitare il contatto con chi ha l'influenza nei primi tre giorni, per i bambini nei primi cinque.
Quali sono le norme comportamentali da seguire per evitare di contrarre anche l'aviaria?
Non esistono regole, né dal punto di vista alimentare né per quanto riguarda il contatto con gli animali. Tutto dipende da fattori ambientali e dal caso: il rischio di incontro tra i due virus non esiste in Italia, ma è più probabile che avvenga nei paesi del sud est asiatico, dove il contatto tra animali e persone è veramente strettissimo e l'igiene è scarsa.
C'è ancora confusione sulla sicurezza del vaccino e su come riconoscere l'influenza A.
Il vaccino è sicuro, perchè è solo una versione aggiornata di un vaccino che è in commercio da oltre dieci anni, quindi testato da tempo: il rischio è 1 a 50 milioni. Quando ci si ammala, invece, è facile riconoscere l'influenza dai sintomi, ma è impossibile capire se è il tipo A H1N1 (lo si può accertare solo in ospedale con un apposito tampone, ndr) e comunque la cura è sempre la stessa. Molti poi si domandano perché tanti casi concentrati a Napoli: è un caso, ma in parte è dovuto anche all'alta densità di popolazione che aumenta le possibilità di contagio e ai forti sbalzi termici delle ultime settimane. Non è pericoloso il freddo, infatti, ma gli sbalzi climatici.