venerdì 18 maggio 2012
login
Pubblicato il 06/11/2009

Influenza A, se il virus muta

Intervista al virologo Fabrizio Pregliasco, Università degli Studi di Milano

Dubbi e preoccupazioni sul possibile sviluppo dell'influenza A sono state espresse ieri dal viceministro per la Salute Ferruccio Fazio. "La pandemia non è aggressiva - ha dichiarato - ma va sradicata entro il 2010 per evitare che il virus diventi più cattivo". Il pericolo più grave è una possibile combinazione con l'aviaria, che porterebbe la mortalità al 30-40%. Vivere in armonia ha consultato Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università degli Studi di Milano (nella foto).

Esiste veramente una possibilità di mutazione del virus?

È un rischio teorico, effettivamente possibile: da tempo non se ne parla più, ma il virus H5N1, ovvero l'aviaria, è ormai una pandemia animale molto presente in tutti i Paesi. Come è già successo lo scorso aprile in Messico, quindi, potrebbe esserci un incontro tra questo virus e l'influenza A, soprattutto in ospiti permissivi quali i maiali.


In questo caso come si comporterebbe il virus dell'influenza A?
Diventerebbe più cattivo, aumenterebbe infatti la virulenza e quindi la sua diffusione. Per evitare questo rischio si può soltanto cercare di aumentare la possibilità di contagio, seguendo le regole di "Topo Gigio" ed in particolare evitare il contatto con chi ha l'influenza nei primi tre giorni, per i bambini nei primi cinque.

Quali sono le norme comportamentali da seguire per evitare di contrarre anche l'aviaria?
Non esistono regole, né dal punto di vista alimentare né per quanto riguarda il contatto con gli animali. Tutto dipende da fattori ambientali e dal caso: il rischio di incontro tra i due virus non esiste in Italia, ma è più probabile che avvenga nei paesi del sud est asiatico, dove il contatto tra animali e persone è veramente strettissimo e l'igiene è scarsa.

C'è ancora confusione sulla sicurezza del vaccino e su come riconoscere l'influenza A.

Il vaccino è sicuro, perchè è solo una versione aggiornata di un vaccino che è in commercio da oltre dieci anni, quindi testato da tempo: il rischio è 1 a 50 milioni. Quando ci si ammala, invece, è facile riconoscere l'influenza dai sintomi, ma è impossibile capire se è il tipo A H1N1 (lo si può accertare solo in ospedale con un apposito tampone, ndr) e comunque la cura è sempre la stessa. Molti poi si domandano perché tanti casi concentrati a Napoli: è un caso, ma in parte è dovuto anche all'alta densità di popolazione che aumenta le possibilità di contagio e ai forti sbalzi termici delle ultime settimane. Non è pericoloso il freddo, infatti, ma gli sbalzi climatici.

Contenuti collegati

tagcloud

I vostri commenti

Per poter scrivere un'opinione è necessario effettuare il login

Se non sei registrato clicca qui

Sfoglia e leggi

Il numero di maggio 2012

 
 
Regala una copia di Vivere a 5 tuoi amici

Newsletter

Iscriviti alla newsletter di Vivere in armonia:
email*
*
Acconsenti al trattamento dei dati

Iniziative


Utilità





Eventi

<<maggio 2012>>
lmmgvsd
123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031