Sanità: le attese si allungano
A Bari si aspettano a 300 giorni per una gastroscopia. A Torino 7 mesi per un'ecografia
Le lunghe attese sono il difetto cronico della sanità italiana. Ritardi che si accumulano di anno in anno, in aperto contrasto con le indicazioni comprese nel Piano nazionale di governo delle liste di attesa.
LA RICERCA – Un’associazione di consumatori ha condotto un’inchiesta su 80 strutture sanitarie pubbliche di cinque città: Bari, Milano, Napoli, Roma e Torino. Sono stati contattati i Cup (Centri unici di prenotazione) in relazione a quattro tipi di esami e visite molto comuni: ecografia all’addome, gastroscopia, visita oculistica, visita ortopedica.
I RISULTATI – Dall’inchiesta è emerso che per una gastroscopia a Bari si può aspettare anche 300 giorni. Sette mesi per un’ecografia all’addome a Torino. Contattando il Cup a Roma non è possibile prenotare un’ecografia prima di 6 mesi – ben 188 giorni. A Torino i tempi s’accorciano, ma di poco: 117 giorni, ben 4 mesi. A Bari per lo stesso esame i giorni d’attesa sono 106, per una gastroscopia 126.
Se si è disposti ad andare fuori città i tempi si accorciano visibilmente, ma non sempre la differenza vale il viaggio, quindi la soluzione più comoda può essere la visita privata.
I tempi medi sono altissimi e sforano quasi sempre le indicazioni comprese nel Piano nazionale di governo delle liste d’attesa che indicano un massimo di 30 giorni per una visita e di 60 per un esame diagnostico.
Pur riconoscendo l’utilità e il vantaggio del Cup non sempre il cittadino riesce a trovare una visita in tempi ragionevoli in una struttura adeguata alle proprie esigenze di mobilità.
COSTI – L’unica alternativa alle attese è la sanità privata. Con tutti gli aggravi che seguono in termini di costi. Con l’aggravio del superticket, introdotto dalla manovra finanziaria dello scorso agosto, che prevede 30 euro di pagamento per esame oculistico o ortopedico; dai 46 euro di Campania e Lazio ai 52,80 euro di Lombardia e Piemonte per l’ecografia, le spese per entrare nelle strutture pubbliche sono aumentate. Ma il corrispettivo privato resta sempre più costoso. Per un’ecografia, ad esempio, si arriva a pagare anche 60-65 euro in più.