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Pubblicato il 10/03/2010

Niente verdura fresca, siamo inglesi

Una ricerca britannica la privilegia a quella fresca

Il giornale inglese Telegraph ha pubblicato il resoconto di uno studio realizzato dall'Institute of food research per conto di un’azienda produttrice di alimenti surgelati, secondo cui le verdure surgelate conterrebbero più elementi rispetto a quelle fresche. Le motivazioni sono strettamente collegate alla logistica, cioè il tempo che impiegano la frutta e la verdura ad arrivare nei punti vendita. Secondo i ricercatori inglesi, gli ortaggi destinati a essere raffreddati nei tunnel di surgelamento vengono lavorati subito dopo la raccolta e in uno o due giorni sono impacchettati. Grazie a questo ciclo di lavorazione molto rapido mantengono buona parte di vitamine e sali minerali. Non è così per i prodotti freschi - dicono i ricercatori inglesi – che impiegano anche due settimane ad arrivare nei supermercati.

"In Italia – precisa Claudio Mazzini di Coop Italia - non è così. La frutta e la verdura arrivano dopo 24–36 ore dalla raccolta e vengono distribuite nei supermercati subito dopo, mentre per le verdure a foglia i tempi sono spesso inferiori. Grazie a questa catena di distribuzione il consumatore compra frutta e verdura fresca, raccolta al massimo da 48 ore. L’unica eccezione riguarda gli agrumi e gli ortofrutticoli siciliani, per i quali il ciclo necessita al massimo di 12-24 ore di più". Questo sistema di distribuzione non vale per mele, pere e kiwi che, dopo la raccolta vengono tenuti in enormi celle frigorifere ad atmosfera controllata dove si conservano per mesi. Per le insalate e le verdure pronte in busta, succede la stessa cosa. In certi casi il prodotto viene raccolto al mattino e già nelle prime ore del pomeriggio è nei banchi frigoriferi dei punti vendita. Una tempistica così rapida è possibile perché il processo di lavorazione è continuo e i campi di raccolta sono vicini agli stabilimenti di lavorazione e confezionamento. Il massimo della freschezza, però, si registra nei mercatini rionali che non dispongono di celle frigorifere per la conservazione della frutta e verdura invenduta. Per loro i tempi sono contingentati: alla mattina verso le 5 comprano il prodotto raccolto il giorno precedente presso i mercati all’ingrosso, che vendono, poi, nel corso della mattinata.

Roberto La Pira

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