Nasce l’elenco ufficiale dei cittadini che non vogliono essere disturbati, al telefono di casa o al cellulare: il “Registro pubblico delle opposizioni” sarà lo scudo contro le telefonate non desiderate, al quale chiunque potrà iscriversi per non essere più contattato dai call center che quotidianamente ci propongono offerte commerciali di ogni tipo, dagli abbonamenti telefonici alla tv satellitare o aziende locali. Si tratta di un provvedimento del governo che cerca di mettere una pietra sulla questione dopo anni di deroghe e rinvii.
Il Registro è stato varato con un dpr dal Consiglio dei ministri. “Abbiamo trovato un punto di equilibrio - ha sottolineato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola - tra le esigenze degli abbonati telefonici che non vogliono essere contattati e quelle delle imprese che potranno utilizzare con maggiore efficacia gli strumenti del telemarketing in un quadro di certezze e di concorrenza, che stimolerà la competitività”.
Le critiche. Sul provvedimento il Garante per la privacy si era pronunciato negativamente a fine 2009: secondo l’Autorità l’istituzione di un registro pubblico “caricherà i cittadini di incombenze e problemi”, nonché “ulteriori molestie ad abbonati e utenti” i quali – finché non sarà operativa la nuova lista – “si vedranno di nuovo massicciamente contattare da aziende, gestori telefonici, società di servizi con le offerte più diverse”. Anche le associazioni dei consumatori sono poco entusiaste: nel resto dell’Europa vige la logica opposta: chi approva le telefonate può segnalare il proprio consenso.
L’iscrizione obbligatoria può risultare complessa, ad esempio per un anziano: è previsto l’invio di una e-mail, una raccomandata e un fax, oppure la chiamata ad un apposito numero verde. Il cittadino dovrà comunicare i propri dati (generalità, codice fiscale e recapiti che vanno preservati dai contatti). Inoltre, sarà protetto chi si trova già nell’elenco telefonica, ma non altri tipi di elenchi.
Nel 2003 il Garante aveva già stabilito la possibilità di opporsi alle telefonate (dal 2005 è possibile indicare, con il simbolo della cornetta accanto al numero, il proprio via libera). Ulteriori deroghe legislative hanno però reso possibile che il nostro telefono abbia continuato a squillare fino ad oggi: l’ultima, contenuta nella Legge comunitaria per il 2009, copre i centralini fino al mese prossimo.
Il caso. Il Garante era già intervenuto a dicembre, in seguito alle numerose segnalazioni di cittadini che lamentavano chiamate non richieste. Il provvedimento era riferito, in particolare, al caso di un’azienda vinicola che utilizzava un generatore casuale di numeri telefonici per diffondere un nastro preregistrato; ma per effettuare legalmente l’uso commerciale di un numero telefonico (che è un dato personale in quanto da esso si può risalire ad una determinata persona) occorre il previo consenso. All’azienda era stata intimata la cancellazione del proprio archivio dati, perché ottenuto senza tale approvazione. Sono previste pene consistenti: la reclusione (da tre mesi a due anni) e una sanzione dai 3mila ai 100mila euro.