Volontari all'estero
Lasciare il lavoro per il volontariato all’estero è un sogno per alcuni, ma spesso è difficile partire se non si ha una specializzazione, ad esempio medica. Da qualche anno è nata l’associazione Gap Year, che permette di fare periodi più o meno lunghi in un progetto di volontariato all’estero. “Nei Paesi anglosassoni ci sono molte più opportunità perché è una cultura ormai radicata da oltre vent’anni, mentre in Italia è ancora difficile lasciare tutto per andare a fare i volontari – spiega Alice Riva, fondatrice di Gap Year – per questo in appoggio a organizzazioni non governative italiane e locali permettiamo di partecipare anche per periodi brevi, da uno a tre mesi”.
C’è chi sfrutta le ferie maturate e chi prende un congedo sul lavoro. “La metà dei nostri volontari – dice ancora Riva – sono lavoratori che decidono di arricchire la propria esperienza: facciamo incontri informativi di una giornata (per conoscere le date consultare il sito www.gapyear.it), dove chiunque può valutare questa esperienza”. Tre mesi è il tempo che serve per preparare una partenza, anche se resta ancora una diffidenza culturale. “Cresce l’interesse verso questo tipo di opportunità, importante sia per l’utilità sociale che rappresenta, sia per l’arricchimento personale che offre – sottolinea Riva – ma in Italia per molti è ancora difficile staccarsi da tutto per un periodo più lungo di un mese”.