lunedì 21 maggio 2012
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Pubblicato il 25/11/2011

Una finanza con il cuore in mano

Al valore della ricchezza si associa il concetto di felicità

Espressioni come socially responsabile investment (Stati Uniti) o ethical investment (Gran Bretagna), sottintendono il medesimo concetto: gestione degli investimenti - azioni, obbligazioni e prestiti - vincolata da criteri morali e di natura sociale. In una parola: dalla finanza etica, le cui linee guida sono indicate da uno standard internazionale, l'Iso 26000, che mira a conseguire obiettivi economici a lungo termine, limitando costi sociali e impatto ambientale.  

Principi fondamentali per questo modello di buone pratiche, sono trasparenza, rispetto della legge, attenzione per i diritti umani e stakeholders. La "responsabilità sociale" delle aziende italiane, vale a dire, come tradurre in scelte operative il cartello ISO 26000, nei processi interni, nelle filiere, nel commercio, è un tema dibattuto nell'ultimo incontro di "Etica e finanza", organizzato il 12 ottobre scorso, da Confindustria Padova, LaborEtica e Aicq (Associazione Italiana Cultura/Qualità), a conferma dell'interesse suscitato anche nel nostro paese.  

Lo standard Iso 26000 offrirà alle organizzazioni una guida di riferimento per comprendere la Rs e i suoi principi, al fine di aiutarle a riconoscere la responsabilità sociale, a integrarla e metterla in atto al loro interno, a identificare e coinvolgere gli stakeholders, e a comunicare l’impegno e le performance della Rs.  

Saranno definiti i temi chiave della Rs nelle organizzazioni, suddivisi in sette punti:    
1. governance dell’organizzazione;   
2. diritti umani;   
3. pratiche lavorative;   
4. ambiente;   
5. pratiche operative leali dell’organizzazione;   
6. consumatori;   
7. coinvolgimento e sviluppo della comunità in cui opera l’organizzazione.  

Per ogni tema chiave verranno fornite informazioni sull'ambito di applicazione, sulle implicazioni di responsabilità sociale, sui principi e considerazioni rilevanti, e sulle relative azioni e aspettative.    

Lo standard Iso 26000 non rimpiazzerà le esistenti attività di RS bensì contribuirà a valorizzarle ulteriormente, incoraggiando l’implementazione di best practices in tutto il mondo. Questo potrà essere raggiunto sviluppando un consenso internazionale sul significato di Responsabilità sociale e su cosa le organizzazioni devono fare per operare in maniera socialmente responsabile, offrendo una guida armonizzata per tradurre principi e idee in azioni efficaci, affinando best practices già sviluppate e contribuendo a diffonderle per il bene della comunità internazionale.

Lo standard ISO 26000 conterrà linee guida volontarie e non requisiti. Non sarà usato, quindi, come standard di certificazione quali ad esempio ISO 9001:2008, ISO 14001:2004 o SA8000.  
Lo sviluppo dello standard ISO 26000, tuttora in atto, é basato su di un doppio livello di consenso all’interno dei gruppi di lavoro dell’Iso. Ciò significa che nei lavori di normazione si mira a raggiungere il consenso tra gli esperti in rappresentanza dei principali gruppi di stakeholders, quali organismi governativi, imprenditori, mondo del lavoro e consumatori, e si mira, inoltre, a raggiungere anche il consenso tra gli oltre 150 Paesi della comunità internazionale.    

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