Espressioni come socially responsabile investment (Stati Uniti) o ethical investment (Gran Bretagna), sottintendono il medesimo concetto: gestione degli investimenti - azioni, obbligazioni e prestiti - vincolata da criteri morali e di natura sociale. In una parola: dalla finanza etica, le cui linee guida sono indicate da uno standard internazionale, l'Iso 26000, che mira a conseguire obiettivi economici a lungo termine, limitando costi sociali e impatto ambientale.
Principi fondamentali per questo modello di buone pratiche, sono trasparenza, rispetto della legge, attenzione per i diritti umani e stakeholders. La "responsabilità sociale" delle aziende italiane, vale a dire, come tradurre in scelte operative il cartello ISO 26000, nei processi interni, nelle filiere, nel commercio, è un tema dibattuto nell'ultimo incontro di "Etica e finanza", organizzato il 12 ottobre scorso, da Confindustria Padova, LaborEtica e Aicq (Associazione Italiana Cultura/Qualità), a conferma dell'interesse suscitato anche nel nostro paese.
Lo standard Iso 26000 offrirà alle organizzazioni una guida di riferimento per comprendere la Rs e i suoi principi, al fine di aiutarle a riconoscere la responsabilità sociale, a integrarla e metterla in atto al loro interno, a identificare e coinvolgere gli stakeholders, e a comunicare l’impegno e le performance della Rs.
Saranno definiti i temi chiave della Rs nelle organizzazioni, suddivisi in sette punti:
1. governance dell’organizzazione;
2. diritti umani;
3. pratiche lavorative;
4. ambiente;
5. pratiche operative leali dell’organizzazione;
6. consumatori;
7. coinvolgimento e sviluppo della comunità in cui opera l’organizzazione.
Per ogni tema chiave verranno fornite informazioni sull'ambito di applicazione, sulle implicazioni di responsabilità sociale, sui principi e considerazioni rilevanti, e sulle relative azioni e aspettative.
Lo standard Iso 26000 non rimpiazzerà le esistenti attività di RS bensì contribuirà a valorizzarle ulteriormente, incoraggiando l’implementazione di best practices in tutto il mondo. Questo potrà essere raggiunto sviluppando un consenso internazionale sul significato di Responsabilità sociale e su cosa le organizzazioni devono fare per operare in maniera socialmente responsabile, offrendo una guida armonizzata per tradurre principi e idee in azioni efficaci, affinando best practices già sviluppate e contribuendo a diffonderle per il bene della comunità internazionale.
Lo standard ISO 26000 conterrà linee guida volontarie e non requisiti. Non sarà usato, quindi, come standard di certificazione quali ad esempio ISO 9001:2008, ISO 14001:2004 o SA8000.
Lo sviluppo dello standard ISO 26000, tuttora in atto, é basato su di un doppio livello di consenso all’interno dei gruppi di lavoro dell’Iso. Ciò significa che nei lavori di normazione si mira a raggiungere il consenso tra gli esperti in rappresentanza dei principali gruppi di stakeholders, quali organismi governativi, imprenditori, mondo del lavoro e consumatori, e si mira, inoltre, a raggiungere anche il consenso tra gli oltre 150 Paesi della comunità internazionale.