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Pubblicato il 28/10/2011

Finanza Etica, perché si può

All'Università Lateranense un corso per riportare l'uomo al centro (anche della finanza)

L'amministratore delegato di Intesa San Paolo, Corrado Passera
L'amministratore delegato di Intesa San Paolo, Corrado Passera

Nel momento di massima crisi del sistema finanziario mondiale, dove le banche e le Borse hanno “bruciato” anche la liquidità di milioni di risparmiatori, è il momento di ripensare al mondo micro e macro economico. Mettendo insieme due parole che, a prima vista, possono rappresentare un ossimoro, ma che invece hanno bisogno sempre più di integrarsi: finanza ed etica.  

Il Corso di formazione
Nei giorni scorsi, alla Pontificia Università Lateranense, ha preso il via il Corso di formazione “Etica, finanza e sviluppo”. L’iniziativa è promossa dall’Area internazionale di ricerca “Caritas in Veritate” dell’ateneo e dall’Accademia internazionale per lo sviluppo economico e sociale (Aises), in collaborazione con l'Ufficio di pastorale universitaria del Vicariato di Roma. Al seminario inaugurale – che, non a caso, si è incentrato sul tema “Persona, governante e mercato” - sono intervenuti, tra gli altri, il rettore della Lateranense, mons. Enrico dal Covolo, e il prof. Ettore Gotti Tedeschi, presidente dello Ior.  

Gli obiettivi
Come spiegato anche dal titolo dedicato all’incontro, l’idea è quella di umanizzare l’economia ponendola al servizio del bene comune. E’ stato questo il messaggio lanciato dalla Lateranense dove accademici, banchieri e giuristi si sono confrontati sul tema quanto mai attuale “Persona, governance, mercato”. Nel suo intervento, il rettore dell’ateneo, mons. Enrico Dal Covolo, ha affermato che l’economia deve guardare all’uomo in tutte le sue dimensioni ed ha esortato quanti hanno responsabilità nel settore economico-finanziario ad operare sempre nel rispetto della dignità umana.
Stesse linee guida affrontate anche da Ettore Gotti Tedeschi, che ha avvertito: “La finanza non può mai avere un’autonomia morale”. Una considerazione condivisa dall’amministratore delegato di Banca Intesa San Paolo, Corrado Passera, che ha sottolineato come il mercato non sia fine, ma strumento giacché il fine è sempre il bene dell’uomo e della società.

All’indomani dell’accordo a Bruxelles per arginare la crisi, Passera ha inoltre affermato che per avviare uno sviluppo reale c’è bisogno di valori, innovazione e di una leadership capace di guidare il cambiamento. Infine, il vice direttore di Bankitalia, Annamaria Tarantola, ha messo l’accento sulla crescente domanda di equità e regole nel sistema finanziario, affinché sia permessa una crescita collettiva sostenibile.

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